rosso affatto relativo

martedì, 19 agosto 2008

...eppur si torna

Dietro a un miraggio c'è sempre un miraggio da considerare,
come del resto alla fine di un viaggio
c'è sempre un viaggio da ricominciare.
...
Perciò partiamo, partiamo che il tempo è tutto da bere,
e non guardiamo in faccia nessuno che nessuno ci guarderà.
Beviamo tutto, sentiamo il gusto del fondo del bicchiere
e partiamo, partiamo, non vedi che siamo partiti già?


scritto da: muziky alle ore 20:02 | link | commenti
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...eppur si torna

Dietro a un miraggio c'è sempre un miraggio da considerare,
come del resto alla fine di un viaggio
c'è sempre un viaggio da ricominciare.
...
Perciò partiamo, partiamo che il tempo è tutto da bere,
e non guardiamo in faccia nessuno che nessuno ci guarderà.
Beviamo tutto, sentiamo il gusto del fondo del bicchiere
e partiamo, partiamo, non vedi che siamo partiti già?


scritto da: muziky alle ore 20:02 | link | commenti
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mercoledì, 06 agosto 2008

Workless

L'Italia è di gran lunga il Paese europeo dove si muore di più sul lavoro, quasi il doppio della Francia, il 30% in più rispetto a Germania e Spagna. Si muore di più sul lavoro o sulle strade che non ammazzati da un colpo di pistola o da una coltellata. Le vittime sul lavoro sono quasi il doppio degli assassinati e i decessi in incidenti stradali otto volte più degli omicidi. Ma i nostri governanti continuano a concentrare le loro ossessiva attenzione, e quella dell’opinione pubblica, sui fenomeni di criminalità. Che sia più facile sguinzagliare per le strade quattro militari, prendersela con chi in strada, magari perchè una casa non ce l’ha, ci sta di più che, ad esempio, provvedere seriamente a rendere trasparente, più stabile e sicuro il mercato del lavoro.

Ma già dimenticavo siamo ad agosto, chissenefrega del lavoro! Anche tu Censis però... che cavolo di grillo parlante, occupati un po' dei topless estivi!


scritto da: muziky alle ore 17:10 | link | commenti
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lunedì, 04 agosto 2008

Emergenza sicurezza

Offri un dito a Maroni


scritto da: muziky alle ore 20:11 | link | commenti
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venerdì, 01 agosto 2008

2 agosto 1980

Il terrorismo colpisce il più delle volte alla cieca, cancellando a casaccio vite, sogni, speranze.
Buttiamo là un orario ipotetico, le 10.25 ad esempio, di una giornata come oggi o come domani, sì, meglio come domani, in una stazione di una città italiana, il vociare gioioso che sa già di vacanza, i passi saltellanti di gruppi di giovani con l’estate negli occhi, famiglie che nervosamente riuniscono figli e pensieri come branchi dietro a un pastore, poi pensiamo ad un botto violento, all’aria che sa di morte, a tante vite stroncate, 85 per l’esattezza, la maggior parte delle quali tutte ancora da immaginare.

Queste vite:

Antonella Ceci 19 anni - Angela Marino 23 - Leo Luca Marino 24 - Domenica Marino 26 - Errica Frigerio 57 - Vito Diomede Fresa 62 - Cesare Francesco Diomede Fresa 14 - Anna Maria Bosio 28 - Carlo Mauri 32 - Luca Mauri 6 - Eckhardt Mader 14 - Margret Rohrs 39 - Kai Mader 8 - Sonia Burri 7 - Patrizia Messineo 18 - Silvana Serravalli 34 - Manuela Gallon 11  - Natalia Agostini 40  - Marina Antonella Tirolese 16  - Anna Maria Salvagnini 51  - Roberto De Marchi 21  - Elisabetta Manea 60- Eleonora Geraci 46  - Vittorio Vaccaro 24 - Velia Carli 50 - Salvatore Lauro 57 - Paolo Zecchi 23  - Viviana Bugamelli 23 - Catherine Helen Mitchell 22 - John Andrew Kolpinski 22 - Angela Fresu 3 - Maria Fresu 24 - Loredana Molina 44 - Angelica Tarsi 72 - Katia Bertasi 34 - Mirella Fornasari 36 - Euridia Bergianti 49 - Nilla Natali 25 - Franca Dall'olio 20 - Rita Verde 23 - Flavia Casadei 18 - Giuseppe Patruno 18 - Rossella Marceddu 19 - Davide Caprioli 20 - Vito Ales 20 - Iwao Sekiguchi 20 - Brigitte Drouhard 21 - Roberto Procelli 21 - Mauro Alganon 22 - Maria Angela Marangon 22 - Verdiana Bivona 22 - Francesco Gomez Martinez 23 - Mauro Di Vittorio 24 - Sergio Secci 24 - Roberto Gaiola 25 - Angelo Priore 26 - Onofrio Zappalà 27 - Pio Carmine Remollino 31 - Gaetano Roda 31 - Antonino Di Paola 32 - Mirco Castellaro 33 - Nazzareno Basso 33 -  Vincenzo Petteni 34 - Salvatore Seminara 34 - Carla Gozzi 36 - Umberto Lugli 38 - Fausto Venturi 38 - Argeo Bonora 42 - Francesco Betti 44 - Mario Sica 44 - Pier Francesco Laurenti 44 - Paolino Bianchi 50 - Vincenzina Sala 50 - Berta Ebner 50 - Vincenzo Lanconelli 51 - Lina Ferretti 53 - Romeo Ruozi 54 -  Amorveno Marzagalli 54 - Antonio Francesco Lascala 56 - Rosina Barbaro 58 - Irene Breton 61 - Pietro Galassi 66 - Lidia Olla 67 - Maria Idria Avati 80 - Antonio Montanari 86.

Il presidente della Repubblica di allora, l’indimenticabile Sandro Pertini, incontrando i giornalisti non nasconse lo sgomento: "Signori, non ho parole" disse "siamo di fronte all'impresa più criminale che sia avvenuta in Italia".

Ed era proprio così, il tragico bilancio delle vittime – 85 morti e 200 feriti – non è mai stato fortunatamente eguagliato in Italia. Il terrorismo ha voluto lasciare uno dei suoi ultimi e più nefasti segni, indelebili, brucianti, ma non impuniti.
Nonostante Francesco Cossiga ad intervalli regolari continui a ribadire la tesi che non si trattò di terrorismo nero, sentenze pesanti e definitive sono state emesse.
In Cassazione il 23 novembre 1995 vennero condannati all'ergastolo, quali esecutori dell'attentato, i neofascisti Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, mentre l'ex capo della P2 Licio Gelli, l'ex agente del SISMI Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte vennero condannati per il depistaggio delle indagini. Il 9 giugno 2000 la Corte d'Assise di Bologna emise nuove condanne per depistaggio: nove anni di reclusione per Massimo Carminati, estremista di destra, e quattro anni e mezzo per Federigo Mannucci Benincasa, ex direttore del SISMI di Firenze, e Ivano Bongiovanni, delinquente comune legato alla destra extraparlamentare. Ultimo imputato per la strage è Luigi Ciavardini, condannato a 30 anni, sentenza confermata nel 2007.

scritto da: muziky alle ore 17:16 | link | commenti (1)
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giovedì, 31 luglio 2008

Da vicino nessuno è normale, ma anche da lontano...

...l'Italia fa proprio ribrezzo!

Guardiamo un po’ come titola oggi La Nación, quotidiano argentino, sul Belpaese, eh si, ho ancora il coraggio di chiamarlo così…

Il governo nasconde i veri problemi

Le strade delle principali città italiane saranno pattugliate dall'esercito. È la diretta conseguenza dello stato d'emergenza nazionale dichiarato dal governo per affrontare l'immigrazione clandestina. I sondaggi dicono che gli italiani approvano la mano pesante dell'esecutivo, ma il vero scopo sembra un altro: far dimenticare la recente approvazione della legge sull'immunità per le più alte cariche dello stato. La misura è in evidente contraddizione con i rigidi provvedimenti presi sull'immigrazione. La vera emergenza, comunque, è la crisi economica di molti italiani, che con il loro stipendio non arrivano alla fine del mese.


scritto da: muziky alle ore 13:25 | link | commenti
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mercoledì, 30 luglio 2008

Sillogismi estivi

Ma se come dice il provebio cinese:
"Partire è un po' morire",
tornare è un po' rivivere?
So per certo che: rimanere è sopravvivere.

scritto da: muziky alle ore 09:14 | link | commenti
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lunedì, 28 luglio 2008

Arsenico e bandiera rossa

grazie per tutto quello che mi avete dato in questi anni.
Ha appena il tempo di terminare la frase e l’intero congresso di Chianciano lo osanna con 8 min. di applausi. Io ho la pelle d’oca. E’il saluto commosso a un leader che ha dato tanto, che per anni ha incarnato tutto il bene e le contraddizioni di Rifondazione Comunista e che ha raggiunto un vertice impensabile solo pochi anni orsono. Il vertice e poi il tracollo. Il congresso lo acclama, ma poi lo scalza non riconoscendo nella figura di Nichi Vendola che egli aveva riconosciuto come suo successore, il futuro segretario del partito. Parte Bandiera rossa dopo il discorso di Paolo Ferrero ed è un cenno chiaro, il vincitore sarà lui. C’è il sapore da notte dei lunghi coltelli, di arsenico e vecchi merletti nell’aria calda chiancianese. Ora bisogna in ogni caso rimboccarsi la maniche, pare senza scissioni, ma c’è un atmosfera che da’ il mal di mare. 

scritto da: muziky alle ore 13:13 | link | commenti
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mercoledì, 23 luglio 2008

Il capolavoro di Silvio

171 sì, 128 no e 6 astensioni, il lodo Alfano è passato e con esso l’immunità per i Presidenti della Repubblica, del Consiglio e di Camera e Senato. Il provvedimento prevede la sospensione, per tutta la durata della carica, dei processi penali nei confronti delle quattro più alte cariche dello stato, anche per fatti commessi prima dell’assunzione dell'Alta carica e per quelli già in corso e in ogni fase o grado di giudizio. Non solo, per il premier e per il Presidente della Repubblica restano esclusi i reati commessi anche durante l'esercizio delle loro funzioni! Caro Silvio c’è di che leccarsi i baffi, potrai commettere qualche reato anche durante il tuo mandato e se ti va bene, e riesci a farti eleggere Presidente della Repubblica, l’immunità si protrarrà oltremodo. Con una riforma della giustizia ben confezionata e qualche prescrizione qua e là poi, ne uscirai sicuramente lindo e potrai smetterla di urlare al complotto della magistratura. Il bello di questa faccia di tolla governativa consiste nell’appello all’allineamento ai parametri dei paesi occidentali. Queste le parole di Angelino Alfano: “Un testo sobrio, ben calibrato, nonchè in linea con le norme di altri ordinamenti occidentali” Tsè! Nessuno stato ‘occidentale’ ha una norma di tal fatta, non la Germania, non la Gran Bretagna e neppure gli Stati Uniti, dove il Presidente può sempre essere sottoposto all’impeachment. Una sospensione dei processi penali sino alla scadenza del mandato, e solo per quanto riguarda il premier, è prevista in Portogallo, Grecia e in Francia, dove però è stata introdotta nel 2007 attraverso una revisione costituzionale e non tramite legge ordinaria come in Italia.
Spero non solo ai posteri l’ardua sentenza sull’operato del governo italiano.

scritto da: muziky alle ore 14:40 | link | commenti (2)
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mercoledì, 16 luglio 2008

Chi ha paura della polizia?

Io. Si, io ho paura della polizia, delle stragi impunite, delle torture impunite, soprattutto quando sono talmente assurde da non essere neppure contemplate dal nostro ordinamento ed essere chiamate con un altro nome: abuso di autorità. Al G8 di Genova del 2001 le forze dell’ordine hanno ampiamente abusato. E oggi, lo si può dire ufficialmente, ne sono uscite impunite. Le prime sentenze infatti vedono 30 assoluzioni e 15 condanne, che con tutta probabilità andranno incontro a prescrizione.  La pena più grave è quella inflitta all’ispettore Gugliotta, ritenuto responsabile dell’intero sito penitenziario di Bolzaneto, scusate ma forse ci si dimentica che il Ministro Gianfranco Fini si è recato di persona in caserma raccomandando alle forse dell’ordine di usare il pugno di ferro??!! A Bolzaneto sono stati condotti i fermati catturati a seguito del bliz alla scuola Diaz, deputata ad accogliere ufficialmente i manifestanti del social forum, tra i quali dei giovani, perlopiù stranieri, e un buon numero di giornalisti e professionisti del mondo dell’informazione anche loro malmenati durante la retata e tornati a casa con costole e braccia rotte, tagli, ematomi e lesioni gravi. A Bolzaneto si è raggiunto l’apice ma che non si parli di tortura, è una parola terribile, e soprattutto che non si parli di crudeltà, dato che per nessun reato tale aggravante è stata contemplata. Le parole hanno un peso ed è necessario utilizzarle in maniera appropriata.

Costringere delle persone a rimanere in piedi per ore con braccia alzate e faccia al muro a suon di minacce e percosse è tortura. Costringere uomini e donne, che hanno avuto solo la malaugurata sorte di trovarsi a dormire in una scuola deputata ad ospitarle, a spogliarsi e a camminare carponi davanti a file di agenti che le insultano è tortura. Strappare piersig “come fossero chiodi” è tortura. Divaricare lo spazio tra due dita sino a lacerare la carne è tortura. Sequestrare delle persone innocenti per ore senza informare del ‘fermo’ le famiglie è una tortura.

Lasciare libero sfogo, anzi, imporre che si dia libero sfogo agli istinti più beceri, che si abusi del potere militare, che si induca il panico in persone, ed erano la maggioranza, andate a Genova per nobili ideali, per una nuova o forse la sola idea di mondo solidale possibile, non può esistere in uno stato che voglia ancora definirsi democratico. Chi è soddisfatto delle sentenze emesse perché si accontenta che non sia passata la tesi dei no global visionari, mi sconvolge. Abbiamo visto tutti lei immagini di tanti giovani che con lo sguardo incredulo venivano portati fuori dalla Diaz con il volto coperto di sangue tra le mani, arti rotti e poi le pozze di sangue all’interno dell’edificio, i sacchi a pelo ancora caldi di sonno dove i manifestanti sono stati colti a suon di manganellate nel cuore della notte, una delle notti più lunghe di Genova.


scritto da: muziky alle ore 06:57 | link | commenti (3)
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