Dietro a un miraggio c'è sempre un miraggio da considerare,
come del resto alla fine di un viaggio
c'è sempre un viaggio da ricominciare.
...
Perciò partiamo, partiamo che il tempo è tutto da bere,
e non guardiamo in faccia nessuno che nessuno ci guarderà.
Beviamo tutto, sentiamo il gusto del fondo del bicchiere
e partiamo, partiamo, non vedi che siamo partiti già?
Dietro a un miraggio c'è sempre un miraggio da considerare,
come del resto alla fine di un viaggio
c'è sempre un viaggio da ricominciare.
...
Perciò partiamo, partiamo che il tempo è tutto da bere,
e non guardiamo in faccia nessuno che nessuno ci guarderà.
Beviamo tutto, sentiamo il gusto del fondo del bicchiere
e partiamo, partiamo, non vedi che siamo partiti già?
L'Italia è di gran lunga il Paese europeo dove si muore di più sul lavoro, quasi il doppio della Francia, il 30% in più rispetto a Germania e Spagna. Si muore di più sul lavoro o sulle strade che non ammazzati da un colpo di pistola o da una coltellata. Le vittime sul lavoro sono quasi il doppio degli assassinati e i decessi in incidenti stradali otto volte più degli omicidi. Ma i nostri governanti continuano a concentrare le loro ossessiva attenzione, e quella dell’opinione pubblica, sui fenomeni di criminalità. Che sia più facile sguinzagliare per le strade quattro militari, prendersela con chi in strada, magari perchè una casa non ce l’ha, ci sta di più che, ad esempio, provvedere seriamente a rendere trasparente, più stabile e sicuro il mercato del lavoro.
Ma già dimenticavo siamo ad agosto, chissenefrega del lavoro! Anche tu Censis però... che cavolo di grillo parlante, occupati un po' dei topless estivi!
Io. Si, io ho paura della polizia, delle stragi impunite, delle torture impunite, soprattutto quando sono talmente assurde da non essere neppure contemplate dal nostro ordinamento ed essere chiamate con un altro nome: abuso di autorità. Al G8 di Genova del 2001 le forze dell’ordine hanno ampiamente abusato. E oggi, lo si può dire ufficialmente, ne sono uscite impunite. Le prime sentenze infatti vedono 30 assoluzioni e 15 condanne, che con tutta probabilità andranno incontro a prescrizione. La pena più grave è quella inflitta all’ispettore Gugliotta, ritenuto responsabile dell’intero sito penitenziario di Bolzaneto, scusate ma forse ci si dimentica che il Ministro Gianfranco Fini si è recato di persona in caserma raccomandando alle forse dell’ordine di usare il pugno di ferro??!! A Bolzaneto sono stati condotti i fermati catturati a seguito del bliz alla scuola Diaz, deputata ad accogliere ufficialmente i manifestanti del social forum, tra i quali dei giovani, perlopiù stranieri, e un buon numero di giornalisti e professionisti del mondo dell’informazione anche loro malmenati durante la retata e tornati a casa con costole e braccia rotte, tagli, ematomi e lesioni gravi. A Bolzaneto si è raggiunto l’apice ma che non si parli di tortura, è una parola terribile, e soprattutto che non si parli di crudeltà, dato che per nessun reato tale aggravante è stata contemplata. Le parole hanno un peso ed è necessario utilizzarle in maniera appropriata.
Costringere delle persone a rimanere in piedi per ore con braccia alzate e faccia al muro a suon di minacce e percosse è tortura. Costringere uomini e donne, che hanno avuto solo la malaugurata sorte di trovarsi a dormire in una scuola deputata ad ospitarle, a spogliarsi e a camminare carponi davanti a file di agenti che le insultano è tortura. Strappare piersig “come fossero chiodi” è tortura. Divaricare lo spazio tra due dita sino a lacerare la carne è tortura. Sequestrare delle persone innocenti per ore senza informare del ‘fermo’ le famiglie è una tortura.
Lasciare libero sfogo, anzi, imporre che si dia libero sfogo agli istinti più beceri, che si abusi del potere militare, che si induca il panico in persone, ed erano la maggioranza, andate a Genova per nobili ideali, per una nuova o forse la sola idea di mondo solidale possibile, non può esistere in uno stato che voglia ancora definirsi democratico. Chi è soddisfatto delle sentenze emesse perché si accontenta che non sia passata la tesi dei no global visionari, mi sconvolge. Abbiamo visto tutti lei immagini di tanti giovani che con lo sguardo incredulo venivano portati fuori dalla Diaz con il volto coperto di sangue tra le mani, arti rotti e poi le pozze di sangue all’interno dell’edificio, i sacchi a pelo ancora caldi di sonno dove i manifestanti sono stati colti a suon di manganellate nel cuore della notte, una delle notti più lunghe di Genova.
tutti abbiamo qualcosa da dire